Esiste. In termini generali, ossia che includono tutte le declinazioni possibili di esso, è considerare il prossimo come mezzo e non come fine. È cercare solo il proprio vantaggio personale, che sia danno o mera mancanza di uguale vantaggio altrui. La sola considerazione di se stessi, la mancanza del riconoscimento altrui, e quella inclinazione mostruosa, che è l’indifferenza, lo spazio dell’inter-esse che distanzia gli umani, in cui s’incontra il nulla, che annienta l’altro, e promuove la propria nullità, chiamata egoismo, condizione che è paura di vivere, di amare, in ultima analisi. La paura innerva ogni nostro atto, e la paranoia ne è solo un aspetto. La distanza è sostanza della paura, l’indifferenza è la chiusura del muro eretto contro una vicinanza non ammessa. Anestetizzare i sentimenti, zombificare la ragione, rimuovere il sentimento della sofferenza altrui, della richiesta degli altri. Cecità voluta e cercata, sordità e pietrificazione. E questa si chiama spesso libertà individuale mentre è malattia mentale.

perfetta analisi la tua. sostanzialmente il bisogno di affermare sempre e comunque solo se stessi annienta ogni rapporto vero e disinteressato verso gli altri, anche persone molto vicine. E da quello stato di cose è impossibile uscirne, perchè chi lo ha per regola nemmeno si accorge del vuoto che si crea attorno
Così, Daniela. Grazie per i tuoi commenti e presenza preziosissimi 🙏
ciao, buona giornata
Buona giornata, Daniela e grazie 🙏