Momenti

Sono in un periodo negativo per una serie di motivi o giustificazioni, o razionalizzazioni, che elaboro per piangermi addosso più comodamente. Autocommiserazione, lai, guai, e suon di man con elle. Il mio inferno ignavo è pronto. La salute non va bene, e forse questo motivo è serio e reale, il resto segue la locomotrice ma c’entra poco o punto. I santoni della scrittura consigliano di non commiserarsi quando si scrive un’opera (o operetta o bestialità cartacea o su schermo). Bisogna evitarlo, se si vuole avere successo (sul cesso, più probabilmente).

Desiderio e attesa non fa testo e nemmeno realtà concreta: non dipende da me, bensì da altri. La reputazione, la fama (la fame, se la si desidera!), il successo, la ricchezza, amori e onori, gloria e anche la salute non dipendono, altresì, da me; benché meno ciò che a caso accade ed il fato pone. Che resta? Me stesso e le mie rappresentazioni. Occorre accettare tutto, mangiare quello che c’è nella ciotola o passa il convento. Si fallisce nell’ascesa e si cade. Il volo d’Icaro insegna. C’è quello di Pindaro… e dei tordi. Umano lamentarsi e guaire come i cagnolini, ma tanto niente cambia se piangi, quindi, che vale? Petrarca fece un capolavoro dei lamenti suoi amorosi; e divenne ben presto riflessione umana e filosofica. Leopardi seguì il suo esempio, ma ebbe meno soddisfazione del poeta laureato trecentesco, sebbene fu, il Conte, più prossimo alla nostra sensibilità contemporanea. Fu rifiutato dal mondo e dall’amore, per cause indipendenti da lui: la bellezza non lo è, difatti. Per questo scrisse l’”Ultimo canto di Saffo”… Grande intelligenza e sensibilità, genialità e cultura immensa da autodidatta, che comprendeva anche materie scientifiche, si evincono dallo “Zibaldone”, secondo me. Ne consiglio la lettura, vivamente.

Tradusse dal greco il “Manuale”, di Epitteto, che gli giovò molto per vivere e virilmente affrontare i casi della sua esistenza infelice, vuoi per la salute precaria, vuoi per l’ottusa e retrograda società della Recanati pontificia del suo tempo, che non sopportava; e vuoi per la scarsa sensibilità e tiepida accoglienza che ebbero le sue opere all’epoca in cui le scrisse.

Il Conte è considerato ottimo e validissimo filosofo, che si può porre a canto di Nietzsche, il quale lo conosceva dall’avere letto e meditato le sue opere, e grande stima colui gli attribuiva. Tant’è, loro erano grandi uomini, noi, di sì piccola ventura e statura, piangiamo, ci lamentiamo, pateticamente, un po’ meschini e indegni di nomea e tantomeno di gloria. Passeremo come l’erba dei campi.

Il Cielo ci comprenda e abbia pietà di noi animaletti e della nostra animuccia da nulla, perché nei campi ci sono bei fiori, vero, ma la loro bellezza spicca dalla e per l’umile erba che noi si è. Così sia.

Ciò anziscritto, chiedo ai miei attenti e ricercatissimi, pochi, ma ottimi seguaci (cosa che non merito punto, ma anche fosse una sola persona, sarebbe pur sempre un dialogo proficuo), di farmi pure presente argomenti di cui volessero avere la mia infima opinione. Nel caso (malaugurato per chi leggerà), ne tratterò come le mie forze (o debolezze) concederanno, sia pur stoltamente, miseramente, subdolamente, pateticamente, viscidamente, e qualsiasi altro insulto aggettivato possa essermi attribuito, come già accadde per un nonnulla (anziché ringraziare, magari…) Ma sono ormai abituato ai “vezzeggiamenti” e “coccole” altrui, e poco infastidisce ciò che si sa interverrà ad infastidire ancora e ugualmente alle volte precedenti.

E qui termina questo vero e proprio orrore che solo una mente oscura e perniciosa poteva partorire.

Si ringrazia in anticipo, anche sia nessuno in persona.

4 pensieri riguardo “Momenti

  1. non apro la porta del mio malessere personale, che esiste e tocca spesso livelli dell’assurdo, mi limito a dire soltanto che lo sfogo personale non è autocommiserazione, caso mai una autodifesa; l’urlo che abbiamo dentro , formato da tanto malumore trattenuto, deve in qualche modo uscire per non farci implodere. E possiamo urlare anche soli, come soli risolviamo (quanto meno ci proviamo) i piccoli grandi problemi che ci affiggono. Tanto, in buona sostanza, checchè qualcuno possa anche dirsi vicino, saremo sempre soli.

  2. Purtroppo, credo che le cose stiano così. Si è sempre soli nei momenti più cupi: ci si riprende… sempre da soli 😂 ovviamente. 🙏

  3. certo e ogni volta che ci si riprende ci si accorge di avere un’energia di riserva inesauribile (alla faccia di chi…) 😀

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