Il tempo è limitato: questa è la sola e reale risorsa scarsa che condiziona tutte le altre, ed è la vera e unica variabile sia economica sia esistenziale, sebbene la prima lo consideri da un punto di vista utilitaristico, esterno, come se avessimo tempo, e quindi denaro e beni ecc., e non fossimo tempo. Siccome siamo, invece, realmente tempo e spazio in quanto corpi estesi e senzienti e il nostro mondo sia spaziotemporale, secondo le categorie estetiche trascendentali che così lo conoscono, verremmo prima noi stessi di ogni cosa, perché enti maggiormente prossimi a noi stessi. Di questo essere che sono e che siete che ne è? Che faccia questo o quello è una scelta che avrà conseguenze. C’è un fare che porta più vicino al mistero del mio essere e della sua fondazione; a rispondere alla domanda: “ chi sono io?” Credo di sì. Se ci si getta nel fiume delle cose della vita, nello scorrere di ciò che galleggia e vortica in esso, può accadere che non mi bagnerò poi due volte nello stesso fiume, se picchierò la zucca contro un sasso o un tronco di albero… Conviene scegliere un fiume placido, sgombro di deiezioni, pulito, senza strane e insidiose correnti violente al suo interno, e tuffarvisi senza timore, e osservare ciò che vive sotto la superficie. Quali pesci e flora acquatica? Che mondo si apre al suo interno? Non è vero che non mi bagnerò nello stesso fiume, non del tutto, perché ritroverò in quel punto esterno ad esso, che è memoria e ritenzione concettuale, scienza, quella barca affondata nel suo fondale. Quel fiume calmo e lento che sono io stesso, quel corso d’acqua giungerà all’ampio seno e respiro del mare, che riflette le antiche e alte stelle. Nell’immenso abbraccio dell’essere mi fonderò e sarò tutto l’oceano che tutto il mondo abbraccia e nel suo respiro immemorabile respirerò.
Vale la pena dedicare un po’ di studio a se stessi e al mondo, perché sono le due dimensioni della nostra esistenza; per questo, perdere tempo con intrattenimenti vari è perdere se stessi, e la vita stessa. Ed è il vero unico peccato.
