Marco 3,31-34
La madre e i fratelli di Gesù
=(Mt 12:46-50; Lu 8:19-21)
31 Giunsero sua madre e i suoi fratelli; e, fermatisi fuori, lo mandarono a chiamare. 32 Una folla gli stava seduta intorno, quando gli fu detto: «Ecco tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle là fuori che ti cercano». 33 Egli rispose loro: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?» 34 Girando lo sguardo su coloro che gli sedevano intorno, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli!>>
Questo è per il direttore di “Avvenire”, che parla di libertà di maternità e paternità e figliolanza, contro un tentativo maldestro (il DDL Zan) di annullarla. Tanto per iniziare, nessuno nega la libertà che poteva essere negata o il cui diritto conculcato da una legge che estendeva semmai la libertà, e mirava a proteggere i diritti dei diversamente orientati sessualmente, almeno il diritto di essere se stessi senza dover essere ingiuriati, discriminati rmalmenati, la libertà che risiede nella
molteplicità, nella diversità, da quella biologica a quella astronomica, passando per quella umana, sintesi di entrambe.
E tanto per finire, occorre rileggere il passo su riportato, che parla di famiglia, vero, ma in senso universale, che è la traduzione di “cattolico” (‘καθολικός’, che suona come “katolikos”, in greco antico); che è oltrepassamento dell’amore ristretto ad un ambito circoscritto, la liberazione da esso, dalla sfera intima (a volte Inferno in cui si è immersi); che è il vero concetto di “oltreuomo”, ‘übermensch” (tradotto male con ‘superuomo’) di cui parla Nietzsche. “καθολική αγάπη”
(‘katholikí agápi’), tale è la declinazione che sorpassa e completa, quella dell’amore fisico, Ἔρως”, o ‘Eros’, e si avvicina più, semmai a “φιλανθρωπία” (‘philanthropia’), l’amicizia, quella tra popoli, di cui si parla molto.
Proprio la parte cattolica viene a contraddire così se stessa? E c’è tanto da inneggiare al fallimento di qualcosa che poteva avvicinare di più ad un’altra dimensione?
