Imparare la cosa più difficile

Si può imparare tutto, con un po’ di studio, quello sufficiente a comprendere l’oggetto della propria ricerca, anche le cose più difficili, lo dico per esperienza. Astrofisica? La impari… con un po’ di mal di testa. Qualsiasi cosa. Davvero.
Poi, pero, ti volgi a te stesso, e ti chiedi come stai. Ti ritrovi da solo e ti chiedi il perché un animale sociale resti solo “animale” con la deduzione del “sociale”. E torni con la memoria al passato, quando eri ragazzino, e anche in qiel tempo era lo stesso. Hai colmato il vuoto leggendo tutto, studiando tutto: avevi tempo. Poi anche il lavoro. Restava ancora lo studio al netto del lavoro. L’amore fu un miracolo; un bacio qualcosa di incredibile… oltre anche troppo. Per te niente fu facile e imparasti a stare da solo, come certi gatti randagi, invisibili. Tanto lo eri lo stesso.
Imparare la cosa più difficile, non le integrazioni e la fisica, la relatività e la quantistica e relative formule, con la calcolatrice scientifica in mano che non basta nemmeno lontanamente a certi livelli. Queste cose si imparano, se hai volontà e pazienza. La cosa più difficile essere felice, senza nessun apporto esterno. Tessere la propria felicità traendone il tessuto da se stessi. Nonostante e malgrado le condizioni durissime esterne. Essere la propria sorgente di beatitudine. Ecco cosa si dovrebbe cercare: il Regno dei Cieli dentro se stessi. Questa è l’unica cosa che soddisfa e che vale la pena cercare: il resto è contingente.

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