Le chiavi e gli schiavi del successo

C’è chi nasce in condizioni familiari tali che gli siano praticamente garantite le opzioni per ottenere successo mondano o sociale, che dir si voglia. Chi abbia i suoi natali, per avventura, in un villaggio sperduto dell’Africa avrà molte poche chance. Potrà essere il capo villaggio o lo stregone perché figlio dell’uno o dell’altro. Se nasce donna, la moglie di uno o dell’altro, al massimo. Cosa che lo renderà influente su una cinquantina circa di persone, o forse cento. Questo sarà il limite massimo per una società del genere. Presso di noi occidentali si può arrivare ad essere primati di molti milioni di individui.
C’è chi cerca di diventare influente mediante le chiacchiere, coi blog, nel web, cosa che gli o le consente di realizzare quasi gli stessi scopi, ed economicamente superare di gran lunga i risultati economici dei politici.
Un figlio di scaricatore di camion o navi potrà diventare facilmente camionista o marinaio, mozzo o macchinista, compiendo un piccolo salto su una lunghissima scala sociale. Difficilmente più in alto. Rarissimi figli di operai andranno più in alto dei genitori, arrivando magari ad essere meccanici o idraulici o capomastri. Di solito, gli individui di certi strati sociali replicano se stessi. Di fatto, la ripartizione del potere avviene in ambiti omogenei.
Opzioni diverse danno accesso a facilities differenti, a bonus, privilegi, entrate finanziarie, matrimoni, posizioni diversificate. C’è chi sta sopra e c’è chi sta sotto. Sopra la panca la capra campa, sotto la panca la capra arranca o crepa.
Vi è chi intuendo tutto ciò sin da piccolo lo nota, ne prova attrazione e allo stesso tempo repulsione. Vorrebbe anche lui le cose belle e i riconoscimenti, il successo in vari campi dei superiori del suo ambiente, dei “capi”, per egoismo umanamente comprensibile, per il desiderio onnipervasivo di avere cose e persone ai suoi piedi, ma allo stesso tempo lo reputa fango e illusione. Un senso remoto o ricordo o anamnesi lo avverte. Sa che tutto ciò non vale niente; nemmeno lo studio di qualcosa e la scienza. Sa che ciò che conta è liberarsi e capire in un lampo tutto, illuminandosi a pieno giorno.

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