Dei tempi presenti

Genti incolte e rozze, favelle pronte,
di parlare a vanvera mai stanche,
con eretto busto e superba fronte
van innanzi menando le lor anche.
Giammai posan né a valle né a monte
lor fardelli e s’adagian sulle panche,
ma come belve astute e conte
pensano e fanno con menti manche.
Non sale mai loro, però, in mente
che quanto disprezzano e infimo
giudicano e sia per essi un niente
è giudizio che arde nel loro intimo,
di anima che, vuota, nulla sente
e di essere stolta giammai si pente.

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