Tutto ciò che è percepibile dai sensi appartiene al mondo fisico, anche nel suo aspetto di energia (che è parte della Fisica), incluso quanto si rileva con strumentazioni. E siamo coscienti solo di questa realtà. Quindi la coscienza è tutt’una con la realtà fisica, corporea o energetica, e perciò indistinguibile da essa. Pertanto, dire che tutta la realtà è materia-energia, attinente al regno fisico oppure che è tutta coscienza è la stessa cosa. Un fenomeno, oggetto, percezione non esistono senza che noi se ne abbia coscienza, e se non l’abbiamo, allora o è vana chiacchiera o non esiste. Ora, se la coscienza cessa con la morte, allora non è altro che epifenomeno della realtà materiale, atomica, col suo duplice aspetto solido ed energetico, che è la stessa cosa, e quindi non esiste più niente. Se invece persiste dopo la morte, allora tutta la realtà è mentale. Se lo è, comunque non esiste oggettivamente ma soggettivamente, perché è noumenica, evidentemente. Ma se la soggettività o la mente o la coscienza sono a loro volta realtà “esterne” oggettive, allora ci sarà un Soggetto che la trascende, e Quello siamo realmente. Nel frattempo, resta il lecito dubbio razionale attorno a questa questione. Occorrerebbe sperimentare questo stato, ma non a parole. Qui abbiamo solo parole e basta.
