La realtà relativa e quella assoluta

Non conosco la seconda, ma qualcosa è relativo o contingente, oppure accidentale, non sostanziale, non essenziale, a qualcosa che è suo termine di paragone. Un po’ come il secondo <<è l’intervallo di tempo che contiene 9.192.631.770 periodi della radiazione corrispondente alla transizione tra i due livelli iperfini dello stato fondamentale dell’atomo di cesio 133.>> (Treccani, dal web). Intendo che questa misura è il campione o modello cui si devono adeguare i calcoli che contengono la stessa grandezza. Così che due secondi siano il doppio della transizione su descritta ed un decimo di secondo sia uguale a 919.263.177 periodi della suddetta radiazione.

Eppure, l’assoluto vero e proprio è ciò che deve essere identico a se stesso in maniera assoluta, poiché ogni altro vi si adeguerà all’infinito ma sarà sempre un poco diverso. Se si pone un’idea o modello e la si considera assoluta, allora quella sarà la Realtà prima a cui si adeguano quelle seconde; ma in quanto assoluto l’Assoluto è sempre irraggiungibile, perché è non legato, assolto, come indica il termine stesso, da altro da sé.

Stando così la faccenda, è puro esercizio teoretico, speculativo, se non retorico, la sua ricerca, impossibile originariamente; è tutt’altra realtà sarà quella a misura d’Uomo, cioè raggiungibile dalla nostra ragione. D’altro canto, se anche ponessimo un dio sopra di noi, autore della nostra natura razionale, che però è divenuta tale con l’evoluzione ed il tempo, il quale poi negasse la nostra natura con la sua, ossia ne richiedesse la soppressione per conoscere la sua essenza, non sarebbe un dio irrazionale ovvero stolto?

Oltre a quanto detto sopra, noi conosciamo ciò che facciamo, sperimentando, dopo aver osservato un fenomeno e procedendo per prove ed errori. Sarà cosa umile e lenta, ma la scienza è solida e sa quel che fa. È predittiva, falsificabile, probabilistica: niente di più lontano dall’assoluto. Nessuna kabbala, esoterismo, parole misteriose e incomprensibili, formule magiche; bensì formule fisiche, matematiche, chimiche, e cose del genere, che però funzionano, mentre le parole vuote e altisonanti di religioni, filosofemi, mitologie, leggende e racconti sono poco più che menzogne o esattamente tali.

In conclusione, se qualcosa esiste sopra o sotto o a lato, ed emana leggi, quelle sono inerenti all’universo, ovvero il legislatore sarà proprio il mondo stesso nel suo esistere dal principio dei tempi.

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