Credere e sapere

Ognuno è libero di credere ciò che vuole: è una questione psicologica; magari sta meglio così. Il problema è quando si vuole convincere altri delle proprie farneticazioni. È successo, con roghi e arrosti di esseri umani, tra cui ricordiamo quello collettivo di Verona, nell’arena, contro i Catari, nel 1278, dove furono cotti circa cento individui, con padri e madri e relativi bambini. Erano cristiani, e li uccisero altri cristiani. o meglio, l’istituzione Cniesa col suo ramo giudiziario Santo Uffizio e relativa Inquisizione, Santa anch’essa.

Oggi ci sono i talebani e qualche integralista cristiano, razzista, ariano ecc. Non cambia molto. A me non interessa stabilire cosa sia vero o meno in qualcosa che non può essere falsificato, e non dichiaro nulla al di sopra di esse religioni e fazioni, perché per me sono tutte uguali, figlie di credenze e forme larvate di follia. Si può credere in qualsiasi cosa, ma provarla è altra faccenda.

Ogni teoria scientifica può essere falsificata, anche da ciò che crediamo impensabile e addirittura da un dio, che potrebbe compiere prodigi e smentire le nostre certezze. Arrivo ad ammettere anche questo, ma a me non è avvenuto di constatarlo, e per quanto riguarda anime e spiriti o spettri, non me ne risultano manifestati, se non racconti e fatti poco chiari e magari frutto di suggestione o menzogne (alla gente piace credersi superiore ad altri in qualche modo e sotto qualche aspetto). Quindi non dichiaro la superiorità di alcuna religione su un’altra, ma potrei ammettere che qualche storia è più antica di altre, e da questa potrebbero avere preso spunto altre storie. Ciò non ha nulla a che vedere con la verità, ma con testi scritti da qualcuno che ha pensato di essere privilegiato e di avere contatti con Dio e con conoscenze superiori. Ciò non rileva. Per me rileva che cose molto più modeste, come una pietra che cade, una carica elettrica, un raggio di luce ecc. trovino spiegazione scientifica, verificabile e falsificabile nelle sue teorie che contengono le leggi del fenomeno descritto.

Pertanto, credi nella tua kabbala, nel tuo Corano, nel tuo Vangelo, in ciò che vuoi, e non tirarmi dentro; sentiti superiore e Dio, ma lasciami stare con le tue sante storielle. Piuttosto ti consiglierei di studiare fisica e matematica: anzi, di studiare in generale. Ma va bene così. Sentiti pure un profeta o un santo o quello che vuoi, ma gira alla larga da me con le tue fandonie, che hanno causato grandissimi danni all’umanità. Basta la ragione per vivere bene. E un consiglio: lavora e lascia perdere quel che non capisci, o che credi di aver capito dopo due libri o chiacchiere con dei forsennati. Studiati bene la storia della filosofia: già basta. Studia le scienze naturali, e poi ci rivediamo, altrimenti, pensa alle copertine dei libri e lascia stare i contenuti che non capisci o di fare il maestro dopo aver letto un libretto in tre anni e non aver capito niente. C’è gente che ha passato decenni e mezza vita a studiare certe cose, eppure studia ancora. Non si sente mai maestro. Io sono uno di loro. Però basta, non venire a farmi prediche. Falle al tuo cane o a qualche scappato di scuola.

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