Senza Dio

Non è necessario essere credenti per essere umani, ma basta esser se stessi (qualcuno diventerà altro, volpe o leone, scarafaggio o verme, ma comunque se stesso). “Qualcosa” c’è, vero, ed è tutto il cosmo che non conosciamo, la materia dell’universo, delle cose, e la conoscenza è connaturata a noi (non a tutti, pare).
Siamo esseri camaleontici: diventiamo ciò che vogliamo, a detta di Pico della Mirandola. Essere umano è proprio questo essere al tempo stesso nulla.
Per quanto riguarda la fede, che tanto sangue e arrosti umani produsse, liberi di credere in qualsiasi cosa; ma vorrei sapere cosa è un lampo, non sbalordire e credere che sia stato un dio, e poi sottomettermi ad un suo sacerdote che lancia cazzate anziché fulmini. Ciononostante, resto aperto a prove incontrovertibili e alla falsificazione del
mio agnosticismo, anche se devo dire che ho trovato più canaglia tra i credenti che non, a parte pochi casi.
Per me, preferisco la scienza, le cose dimostrate, e mi pongo a fianco di Galileo Galilei, e lascio finalmente, tediato a morte, i vaneggiamenti metafisici, le materie umanistiche e teologiche, perché deluso, aggiungo, da certa umanità becera e falsa, ipocrita ed egoista. Meglio capire come sono le cose naturali, lontano da questo essere camaleontico (e usurante, incomprensibile, cattivo) chiamato “Uomo”: lo dico senza generalizzare, ma per metonimia. Ho chiuso questo capitolo, perché ho visto nella concretezza e nefandezza quotidiana cosa è codesto “camaleonte”.
Così è che mi aggrada la materia fisica, le analisi matematiche e le leggi espresse formalmente, e capire come si muove qualcosa, l’energia (altro aspetto della materia) ecc., dopo una vita intera spesa in fandonie, tesi, antitesi e sintesi del nulla e immaginazioni, sistemi razionali fondati sul niente.
E se Dio fosse? Ma come? Ciò che è per essenza dovrebbe aver bisogno di essere dimostrato a spada tratta? Quante apologie appese al niente e persone ammazzate per un niente! Quanta superbia e alterigia, supponenza e vanità in chi crede! E certo che è così: se hai la verità in mano, che sono gli altri? Per parte mia, sempre ignorante, resto a ciò che posso conoscere, senza immaginare alcun deus ex machina. E morirò, tornando all’inorganico, terra, polvere, dispersione di atomi. Non ha senso? Tutto torna al tutto: senso ne ha abbastanza; che occorre ancora? E cercherò di non far soffrire alcun essere vivente: questa la regola. Mi basta, senza Dio ecc., al momento.

Lascia un commento