All’osso

Dovrei mangiare meno sostanze con conservanti: andrei all’osso e all’ossario prima. Un bel mucchietto di ossa con il loro teschio sopra e magari un novello Amleto che dirà: “Ahimè! Povero Sabrino! Come son bianche le tue ossa indarno al buio! Nulla fosti sempre. Non essere o non essere: non c’è problema, con buona pace di Parmenide.”
“Patetico”, dira il o la cinica. Ne abbiamo sempre a disposizione di questi misuratori col loro metro, con la loro aria di sufficienza da mercante, che sa il prezzo di tutto ed il valore di niente.
“Ma tu non vali neanche niente, ahahah.”
“In questo, un giorno, all’osso, saremo pari. Gli scheletri sembrano tutti uguali, sciacallo!”

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