Su di me

Sono troppo severo con me stesso. E se sbaglio, lo divento ancora di più. Abbastanza maniaco della precisione, anche se non parrebbe dal mio aspetto trasandato, mi giudico degno della gogna. Se mi lascio andare all’ira, alle bestemmie, alla misantropia più cupa e pazza, allora mi irrito ancora di più: e poi sono frustate e crocifissione da parte della mia coscienza. Così, non c’è davvero bisogno che qualcuno mi dica: “che c’entra Dio,”: Dio c’entra sempre, e quindi se le prende! E tiro giù Lui e tutta la combriccola celeste, e faccio venire su tutta la combriccola infera, con Satana e parentado, che sono ben felici di vedermi e salutarmi, e anzi: si rallegrano e mi invitano pure a pranzo e cena. Certi amici simpatici non li voglio proprio perdere. Gli altri sono lugubri, come lo sono i loro seguaci sulla Terra, che Lo chiamano come vogliono, e si sentono santi. E mi dicono “stai calmo”, e mi incazzo ancora di più, come un gatto selvatico, avete presente? Peggio! Non mi si tiene! Meno male che non sono Siva o la dea Kali, altrimenti avrei già fatto a pezzi il cosmo varie volte!
Come nulla fosse, appunto come i gatti, che amo, mi calmo che nemmeno Buddha; e non me ne frega niente: nessun risentimento e rancore; nessuna emozione violenta; nessuna rimostranza o polemica: mi si potrebbe pure crocefiggere mentre bevo il caffè e leggo il giornale.
La Realtà è sunya; la Realtà è il Vuoto; la Realtà è il Nirvana, per questo, dietro la messinscena e la tragedia, c’è la calma e beatitudine. So perfettamente che tutto è effimero; che le cose vanno come vogliono andare; che nulla qui è davvero importante, bensì impermanente e alquanto stupido. Cosa, questa, che entrerebbe in conflitto con la mia mania della precisione matematica, ma in realtà la oltrepassa, come va oltre l’inquietudine. Devo pur fare un po’ di casino, e fare schifo: odio venire preso per saggio, buono, santo! Argh! Non sia mai! Preferisco essere una merda totale. Mi vergognerei. E… adesso che ci penso: spero di non esser chiamato a fare concerti, perché mi imbarazzerebbe molto. Preferisco essere invisibile: ormai mi sono abituato, come un cane randagio e rognoso: anzi, come uno spettro letteralmente. Ormai, mi ci sono affezionato. Non ci sono, va bene?

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