… è cosetta luciferina. Al principio della vanagloria sta il rimirarsi narcisistico tanto raccomandato da certa parte edonistico-yuppoista e rampante anni ‘80; e di ciò tanto si compiace una psicologia da rotocalco e ansiolitico-pillolesca.
E Satana insuperbì per la propria bellezza e così decreto la sua condanna, perché pretese per se stesso ciò che non gli era dovuto.
Se è vero che tutti parlano di se stessi o avendo di mira se stessi, io propongo di adeguarsi alla totalità che è più della parte, quella parte infima di cui andiamo fieri e orgogliosi. Stancante dover reggere tutto l’universo sulle proprie spalle e riferire tutto a se stessi. Quel Se che nemmeno vediamo, e per questo dico che non vediamo niente nello specchio, nulla riflette, perché la realtà vera è quel Se.
Chiamato Atman, coincide con Brahma, ma non è qiell’Io farlocco e pidocchioso di cui andiamo fieri: è molto di più, cioè tutto. Non è Io, non è un pronome di persona perché non è persona: è ciò che è, puro essere.
Se vuoi essere qualcuno chiamati “io“ e trastullati con il nulla; se vuoi essere tutto, sii niente.
