Effetto Lucifero

Ricordo un saggio importante per la comprensione di certe dinamiche cui stiamo assistendo, leggermente differenti nella forma, identiche nella sostanza: “L’effetto Lucifero. Cattivi si diventa?” di Philip Zimbardo, già presidente dell’APA, e già rettore della Facoltà di Psicologia sociale dell’Università di Palo Alto, in California, USA. Lui fu il responsabile di un esperimento che si tenne nei sotterranei dell’Università di Stanton nel 1971, che intendeva studiare le interazioni fra detenuti e carcerierii di cui c’è stata anche una riscrittura cinematografica.
L’esperimento venne interrotto prima del previsto a causa del male che affiorò, che si tradusse in atti di sadismo e violenza psicologica estremi ai danni dei nove prigionieri, normali studenti, che in totale erano in numero di diciotto, divisi a metà tra chi infliggeva punizioni ai detenuti e i detenuti stessi.
Più tardi, nel 2003 ca. guardando le immagini delle violenze nel carcere di Abu Ghraib commesse durante la guerra contro l’Iraq, da parte dei soldati americani – del turno notturno, specialmente -, Zimbardo riconobbe le stesse dinamiche di Stanton, e divenne il responsabile della commissione d’inchiesta costituita per scoprire che accadde.
L’esperimento di Stanton fa il paio con quello di Milgram, in cui degli attori venivano sottoposti a scosse elettriche di crescente intensità da pare di normali cittadini americani. Quasi tutti arrivarono a fornire scariche elettriche potenzialmente letali. Questo esperimento voleva studiare il comportamento dei soldati tedeschi nella Seconda guerra mondiale, addetti allo sterminio e tortura degli ebrei: quei soldati erano normali padri di famiglia e ragazzi con nessuna problematica psichica particolare. Semplicemente, erano deresponsabilizzati: obbedivano agli ordini e non si sentivano in colpa, così come analogamente emerse durante l’esperimento di Milgram, in cui persone normali dovevano obbedire ad un ricercatore in camice bianco che ordinava loro che fare, e che si assumeva tutta la responsabilità del caso.
Si può analogamente presumere, sulla scorta dell’esperimento condotto da Zimbardo nel 1971, che la situazione sia sfuggita di mano ai soldati, specialmente se inesperti e senza precise direttive e regole di ingaggio, come avvenne ad Snu Ghraib, e il cui esito sia ora sotto gli occhi di tutti. Un risultato che gli stessi capi politici stentano a credere, esattamente come accadde ad Abu Ghraib e Stanton.

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