Per la pace

Alla fin fine, pragmaticamente, l’importante è che finiscano di ammazzarsi gli uni gli altri per dar retta ai loro politici. Mi ricorda ciò che accadde tra gli Hutu e i Tutsi, in Ruanda, oppure le guerre tra gli antichi stati-città italiani. Non è assurdo tutto ciò? Lasciamo stare chi ha ragione e chi torto, perché non la finiamo più: l’importante è che la finiscano loro, perché chi ci va di mezzo sono sempre gli innocenti, per la maggior parte: bambini, donne, anziani e animali, e anche gli amati alberi. È solo distruzione, e la colpa è in chi arma e fomenta, sobilla e fa scaldare gli animi gli uni contro gli altri: la colpa è in chi detiene il potere e fa carne di cannone del proprio popolo e altrui. La pace è la sola condizione di sopravvivenza su questo pianeta. Le guerre sono roba da caverne: anzi, credo che quelli ne facessero molte meno, e assolutamente meno cruente.
Questo è ciò che conta: capire che non ha senso tutto questo. E poi mettersi d’accordo e comprendere che la Terra è di tutte le creature viventi, ma soprattutto di se stessa, come una dea, che dobbiamo rispettare e venerare perché ci fa vivere.

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