Guerreggiare pallido come un morto,
al calare del sole udire un rombo,
e restare fermo stupito e assorto
mentre il mio sangue scorre e soccombo
e cadere con la faccia nell’orto
come corpo grave fatto di piombo
colpito dal soldato che mi ha scorto
e sentendo ancora quel rimbombo .
A chi giova una vita che si perde
e giace immota così nel suo sangue
ricordando in un lampo chi lascia?
Così premendo forte l’erba verde
il corpo si stende e ormai langue
sotto l’azzurro che la terra fascia.
