È interessante osservare che ciò che doveva aiutarci a comunicare sovente produce l’opposto: fraintendimenti, menzogne, lapsus, doppi sensi, manipolazioni psicologiche; esattamente l’opposto di cosa dovrebbe essere la comunicazione: cioè chiara, eloquente, non prolissa, veritiera e sincera.
Quanto avrebbe dovuto avvicinare spesse volte ci allontana, e allora il silenzio e la solitudine diventano luoghi di elezione in cui dimorare.
Eppure, abbiamo una base sensoriale comune, nature animali simili, stessa specie e genere. Conosciamo i nostri bisogni e così quelli degli altri. Sono cose semplici: almeno su queste dovremmo accordarci.
La comunicazione è di frequente, se non sempre, performante, pragmatica: vogliamo che altri facciano qualcosa, se non altro, capirci. È qui il luogo di incontro delle menti e delle anime, spiriti o spettri che siano, ed è questo il campo di battaglia. Io o tu non vogliamo fare ciò che ci viene richiesto, neanche capirci. I conflitti nascono da questo, e mentire adossando le colpe ad altri trasformandoli in mostri è quanto ci insegna la politica, i film horror, in modo artistico, i romanzi dello stesso genere o di fantasia scientifica o sociale ecc. E anche questo lo facciamo per ottenere un vantaggio, per vincere, per il potere.
Dobbiamo imparare a perdere, a lasciar stare vittoria o sconfitta, i risultati delle azioni, e allora la svolta sarà totale, ed il cielo più vicino.
