Quella dimensione che appiattisce sulla sua superficie fatta di efficienza e produttività e che è unico paradigma del valore e del fine; un fine che serve ad altro, che non lo dovrebbe essere quindi, perché lo scopo della vita non è la crescita economica, che costa immensamente in termini di felicità personale, di salute, della vita stessa! Migliaia di persone che muoiono, offerte in sacrificio per il lavoro, date in pasto al Moloch del denaro, Mammona, Satana, avrebbero detto tanto tempo fa. Esagerato? Chi lavora come un forsennato per riuscire a pagare le tasse e non avere problemi, e poi deve affrontare le spese delle bollette, condominio, e si ritrova a lavorare per otto mesi all’anno solo per pagare. L’efficienza dovrebbe essere razionale: tutto questo è razionale? Vita sociale, cioè vita umana, perché siamo esseri sociali, praticamente inesistente. Età che avanza e stanchezza, malattie in agguato e tanta tristezza nei luoghi di lavoro, per incomprensioni e umiliazioni. Per quattro denari, subito spariti. Il miraggio del riposo e del divertimento, quando sei troppo stanco per divertirti e non hai messo da parte niente, perché non ce la fai.
Lavoriamo per far arricchire qualcuno, che da solo non potrebbe farcela. È ovvio che mille insieme non sono uno, e il lavoro di mille persone è quello di un gigante intelligentissimo e fortissimo, che però è pagato come un nano. E ogni tanto i nani muoiono sull’altare della crescita e del capitale, quello che nessuno ha ma che produce per chi lo accresce. Questa è l’unica crescita. Ci sono nazioni interi e continenti che son poverissime e sono quelle che fanno diventare ricche altre nazioni. Adam Smith non lo contemplava o non potrebbe crederlo. Il vantaggio dello scambio è reciproco, teoricamente. Lo è, per uno o l’altro capitalista e multinazionale, i cui vertici diventano effettivamente ricchi, molto meno per chi lavora per loro: anzi, restano poveri, da una parte; e non diventano mai ricchi dall’altra. Dovremmo essere tutti capitalisti nel capitalismo, e qualcuno lo è, ma gli altri sono socialisti per forza e pagano per i ricchi e per lo Stato che promuove il lavoro, al fine di far diventare ricchi quelli che lo sostengono e ne fa anche parte.
Uniamo le forze e sacrifichiamoci per dare potere a chi ammazza altri nostri simili con le loro sporche guerre, promosse e benedetto da Stato e Chiesa; uniamoci e lavoriamo per fare arricchire chi ci sfrutta e ci getta via quando non ce la facciamo più; uniamoci per usare le piattaforme social che si avvalgono dei contenuti regalati da noi, tempo non pagato e iscriviamoci ai canali di qualcuno che spara baggianate e chi chiacchiere inutili e facciamolo diventare ricco. Sacrifichiamoci tutti anziché pensare all’unicità che ognuno di noi è, la sua proprietà. Offriamo noi stessi e obbediamo a spiriti-parola ed entità metafisiche divine, come lo Stato e le religioni. Moriamo per esse e facciamo i pezzenti straccioni per altri, per l’idea, per la Patria.
