Indagine

Una immagine vale quanto un’altra, la stessa forza persuasiva può essere presente in ognuna. Non si distinguono in sé e per sé. Se le facciamo diventare parte di un discorso, diventano potenziali prove a favore o contro le tesi di un discorso riguardante un dato evento. Ora, un discorso o narrazione contiene anche qualche argomento. È dalle analisi di questo che si può trarre la validità delle proposizioni che lo intessono e la corrispondenza col vero, che definisco formalmente come coerenza.
Propaganda e partigianeria non sono utili a quanto ho sopra evidenziato. Non più utili di quanto lo siano immagini avulse da un contesto in cui situarle, o facenti parte di un racconto demenziale, che descrive la scala corta di un pollaio, lorda di escrementi, e la cui brevità è allegoria della vita umana.
Se due contendenti dicono ciascuno il contrario dell’altro, siamo nell’ambito della retorica, quello più basso e volgare: l‘eristica. Il più abile a parlare, il più convincente, vincerà. Ciò però non dirime la controversia. Non è la verità che otteniamo, bensì la persuasione. Non ce ne facciamo niente.
Se un luogo appare disastrato, mancante di persone del tutto o in parte, se ne deduce che qualche disgrazia è avvenuta. Ora, a seconda del grado della distruzione e della mancanza di vita nel luogo in questione, cioè dei civili negozi, presenze umane per le strade, mercati, traffico di mezzi, scende che, se non è stato un fenomeno naturale la causa di tutto questo, il responsabile è l’azione umana. Definiamo un grado rilevante di tali segni come stato che segnala evidentemente una guerra in corso. Ora, in una guerra c’è chi attacca e chi si difende; oppure c’è un popolo che sta in in luogo e che viene aggredito da terzi. Tale aggressione è la causa dei segni di distruzione ecc. elencati sopra. Nel caso di quanto sappiamo sta avvenendo in Europa ci sono i riferimenti reali delle mie argomentazioni. Tali riferimenti mi paiono palesemente indicare la situazione presente nel nostro continente, e il come, e il dove ci sono noti e conti. Sono cose innegabili, non negate neppure dall’aggressore, che invece si sofferma su dettagli accidentali, ma la sostanza cui essi inseriscono resta assodata.
Cause remote non fanno testo nel procedere dell’indagine (semanticamente equivalente al temine ‘storia’), o quelle necessarie, come l’esistenza di corpi, luoghi e armi: bastano le cause prossime e sufficienti per giudicare. Ed io vedo nettamente, intuisco distintamente e con chiarezza, come stanno le cose. Se poi qualcuno vuole raccontarsela, sminuire, fare propaganda, mistificare ed essere in malafede, faccia pure, ma non spacci per verità tesi zoppe e di parte, negazioniste, invalide e false.
L’unica cosa che va bene in tutto questo pandemonio è che l’Ucraina non faccia parte della NATO e nemmeno della Ue, altrimenti saremmo già invischiati in una guerra di dimensioni enormi e potenzialmente fatale per il genere umano tutto; coloro che sono i capi di stato di potenze nucleari non dovrebbero mai nemmeno iniziare una rissa in un bar, se sono responsabili, altrimenti possiamo definirli, semplicemente pazzi da legare.

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