Hitler era ebreo?

In realtà, Adolf Schickelgrüber pare avesse un quarto di sangue ebreo, perché la nonna, badante o serva a casa Rothschild, ebbe ai tempi una relazione con un rampollo della ricchissima famiglia di origini ebraiche. Ma è una narrazione non certissima: probabile, pare. In ogni caso, il 25% di sangue ebraico fa un quarto di ebreo, e tre quarti, però, sono auatriaci, perché l’ex imbianchìno e mezzo barbone, frequentatore di dormitori, i cui compagni e amici mise a tacere a suo tempo, era austriaco.
Il signore Adolf fece il chierichetto presso un abate benedettino dalle idee xenofobe. Lèsse libri di fake dell’epoca sulle origini delle razze di un tal Gobineau e talaltro Chamberlain. Ma la maggior parte delle sue letture erano schifezze di opuscoli volgari xenofobi e razzisti.
L’ex caporale dell’esercito tedesco cavalcò il rancore per la vittoria tradita, pugnalata alle spalle dal governo socialdemocratico di Weimar (quello “buono” che fece ammazzare Rosa Luxembourg e Karl Liebknecht) e la paranoia da accerchiamento della Germania, oltre la vergogna per il commissariamento di regioni importanti come la Ruhr e altre per il carbone e l’acciaio, onde poter ripagare i danni della Grande Guerra, che la vide dalla parte del perdenti. E la Francia si accanì particolarmente su questo punto.
Umiliato e indebolito l’esercito potentissimo già prussiano, e deluse le speranze coloniali (molto rilevanti quella che doveva collegare la Germania alla Turchia con ferrovia, passando per i Balcani), e iniziando a circolare la teoria del complotto ebraico a danno della nazione (con libri fake come “I protocolli degli anziani di Sion”, che descrive l’ordine nuovo dopo la presa del potere mondiale da parte sionista), l’era del Terzo Reich o terzo regno (il secondo fu quello di Carlo Magno, il primo quello di Roma), che doveva ricalcare l’impero romano teutonicamente declinato, era alle porte. Nel frattempo, l’impero romano aveva già il suo Cesare: lo zar (che deriva propria da Cesare, in russo Tsar’, ‘Caesar’ in latino, ‘kaisar’, in gotico, ‘cĭsarĭ’, slavo antico). Andò bene chiamarsi Führer, (‘guida’, ‘grande condottiero’). Hüttler Adolf, poi Adolf Hitler, era pronto ad ascendere al luogo supremo del poter e al relativo seggio come cancelliere e poi capo assoluto della Germania nazista.

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