Contro le false certezze e il pregiudizio letale: la filosofia che salva la vita.

Se ci fosse meno dogmatismo e autoconvincimento… Se possiamo attribuire un valore alla filosofia, questo è la riflessione, che implica l’esercizio del dubbio, l’approfondimento delle proprie convinzioni, l’instamcabile lotta contra il pregiudizio.
Ci si può sbagliare. Cosa ha da dire Tizio? Cosa Caio? E Sempronio? Riesco ad accogliere i ponti di vista altrui? Sono certo di essere obiettivo sempre? Non sarebbe meglio fermarsi a pensare e confrontarsi con le idee altrui?
Quando si hanno grandi responsabilità, e la vita di molti dipende dalle mie decisioni, ciò su cui ho appena fermato l’attenzione diventa importante, non differenziabile. Se fossi un monarca, un uomo che può decidere per e del proprio popolo, non sarebbe meglio consigliarmi e riflettere, e quindi assumere scelte avvedute e sagge? Non è la vita ciò che più conta? Con che diritto e giustificazioni mandare al macello milioni di vite umane? Sì, forse l’idea utopica dei re filosofi, quella platonica, ma non solo, avrebbe dovuto essere presa meglio in considerazione; ma siccome non esiste uomo così saggio è prudente a cui affidare se stessi, non aver alcun che decida temerariamente e con tutte le sue ragioni di Stato per me, è, credo, la cosa più saggia.

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