Sul piano macroscopico, le probabilità che un evento predetto da una teoria ricavata da leggi, le quali poggino su osservazione e sperimentazione, tali da essere formalizzate adeguatamente, non si ripeta si avvicinano allo zero: che il sole sorga e tramonti è un fatto evidente e induttivamente lo si predica per domani: ma ciò non avverrà sempre. ‘Sempre’ è tempo infinito nel suo trascorrere, una forma di eternità temporalizzata, come lo spazio esteso e illimitato traduce per noi l’infinito, ma per esseri temporalmente e spazialmente limitati niente lo è, perché veniamo meno noi ai fenomeni. Non sappiamo se qualcosa durerà in eterno o no. Il nostro sole ha i miliardi di anni contati anche lui.
Il nostro ambito è il divenire, il mutamento, anche se in tempi lunghissimi. La matematica stessa è temporale ed è limitata.
Sul piano microscopico, ciò si riflette nel principio di indeterminazione dell’atomo, nella probabilità quantistica. In quello filosofico, nella ricerca senza fine della verità.
