Sembra sia stata messa all’asta questa città: i prezzi delle case salgono sempre di più; le spese per mantenerle anche; in più le bollette bollono in pentola, e scottano quando le tocchi. Se poi le devi anche pagare, è meglio farlo con un cardiochirurgo accanto col defibrillatore acceso.
I salari non salgono: il pane che mangiamo sa più di sale di quanto ne sapesse quello che dovette mangiare Dante, toscano, il cui pane, ancor oggi, è insipido (contenti loro…!). Tutto sale, e il pepe delle spese brucia in aree del corpo umano solitamente ombreggiate e non tocche dai ridenti rai dell’astro sotto il quale tutto è vanità.
Il gas asfissia, lo sappiamo, soprattutto se costa molto: e allora pare di essere in una camera a gas, e senza amore, oltretutto. E poi ci sono le tasse… fossimo dei tassi, magari potremmo esserne felici, e fare dei bei tassini pelosetti…! Invece queste tasse ci pelano anche le orecchie. Che fare? Domanda retorica e sovietica. Semplice: se non gliela fai, non paghi . Non è che ci si può ammazzare per dei prezzi farlocchi e gonfiati ad hoc, e per dei ricchi che diventano ancora più ricchi grazie alla speculazione. Stiamo sereni; facciamoci depilare, depredare, depauperare, defraudare, ma non deprimiamoci, la vita è bella… come il culo della padella.
