Noi conosciamo la Storia perché la facciamo… o la raccontiamo. Quella che facciamo, ognuno di noi, è depositato nella nostra memoria, e la coscienza, che non permette di mentire a se stessi, è tutta e sola la verità a ciascuno accessible.
La Storia narrata, che riguarda eventi di portata ben diversa, è composizione, accordo, incontro, compromesso, forse, tra chi ne ha versioni diverse. Tuttavia, c’è un’altra storia, quella dei morti, delle vittime, muta, silente, che può essere occultata, raccontata dai vivi diversamente anche lei, vero, ma nella nostra coscienza quel morti urlano. Essa è quasi la coscienza stessa, che hanno sia i vinti che i vincitori. Entrambi sanno che quei morti sanno.
Non sappiamo oggi certe cose, ma la verità si fa strada come una goccia che fora la roccia, e lentamente emerge il suo lavoro costante, anche se racconta di assenze, mancanze, oscurità, vuoto, menzogne.
Oggi abbiamo menzogne. Le menzogne servono a essere liberi da fastidì, condanne, giudizi, prigioni, sanzioni pecuniarie, morte. E chi sa che verrebbe condannato, se altri conoscessero la verità, mente per sfuggire la pena, nega, recita, simula, dissimula.
Se cerchi la verità, la troverai perfettamente iintegra in chi mente, nega le accuse a suo carico. Se applichiamo questo metodo di analisi, esegesi, allora l‘ermeneutica svelerà il testo nascosto.
Se Putin e compagnia brutta nega, allora con ciò stesso dice la verità, perché è vero che mente; ma mentono anche gli USA, che mettono in carcere e riducono al silenzio chi ha fatto conoscere al mondo intero le sue nefandezze con Wikileaks di Assange e altri coraggiosi e liberi uomini. E probabilmente mente ogni governo, e c’è poco da fidarsi sia di loro che dei giornalisti embedded, i quali sformano l’opinione pubblica.
Aggredita lo è l‘Ucraina, ma non è nemmeno essa un santuario della verità. Laddove c’è potere, c’è sempre menzogna.
