Il Kurdistan era una nazione che doveva essere creata dalle potenze coloniali Francia e Inghilterra al crollo dell’Impero ottomano, attorno al 1915. I curdi erano – e sono – una popolazione non araba islamica che viveva e vive nell’ampia zona montuosa che copre una parte di Turchia, Iraq, Iran e Siria. Non se ne fece nulla perché contrastava con le priorità degli Uk a cui erano stati accordati i rapporti col mondo arabo.
Nel 1915 gli inglesi promisero al capo e fondatore della dinastia hashemita Hussein Ibn Alì, emiro della Mecca, di dare loro una grande nazione araba compresa tra l’odierna Turchia e la penisola arabica (dove ora troviamo l’Arabia Saudita che nacque nel 1932, conquistata, o meglio, trafugata, dal re Saud agli hashemiti) in cambio del loro aiuto contro i turchi. Insieme ai nomadi arabi hashemiti con Lawrence d’Arabia, e i due figli di Hussein Ibn Alì, gli inglesi vinsero i turchi, ma anziché creare il grande stato arabo, come promesso, vennero creati dei nuovi territori e Stati sotto il mandato delle due potenze Francia e Inghilterra: alla Francia Siria e Libano, all’Inghilterra la Mesopotamia (Iraq, creato allora) e la Palestina. Come compenso per la mancata promessa dello Stato arabo, venne creata la Transgiordania, poi Giordania, soluzione non bene accetta dagli arabi dell’area. Oltre a ciò, segretamente, dal 1917, con il trattato segreto Sykes-Picot, stipulato tra Inghilterra e Francia, si diede attuazione alla formazione di uno futuro stato sionista in Palestina (non ancora Israele, dal 1948 indipendente e autonomo), dando così attuazione alle dichiarazioni ufficiali di Balfour di fine Ottocento sulla creazione di uno stato sionista. Così, dal 1920-21 iniziarono i primi problemi tra arabi e coloni israeliani, già presenti, fra l’altro, in piccoli insediamenti nell’area palestinese.
