La guerra del Vietnam


Nel 1954 la Francia decise di abbandonare l’Indocina. La penisola indocinese venne divisa in due a seguito degli accordi di Ginevra: una repubblica del Nord, in mano ai comunisti di Ho Chi-minh, e una repubblica del Sud dove c’era un governo semidittatoriale appoggiato dagli USA. Inviso anche alla maggioranza buddista, il Sud sviluppò una guerriglia appoggiata dal Vietnam del Nord, il Vietcong.
J. F. Kennedy, che mal tollerava un governo comunista, decise l’invio di consiglieri militari nella zona. Mel 1957 erano già 30.000 uomini. Mano a mano crebbero fino a diventare un esercito di mezzo milione di uomini con il passare degli anni.
Nel 1964 due navi militari americane presenti nel Golfo di Tonchino vennero attaccate dai Vietcong: fu il pretesto per iniziare una guerra terribile con bombardamenti furiosi nel Nord. Tuttavia, non poterono avere l’esito sperato, poiché le masse contadine appoggiavano i Vietcong e sia Russia sia Cina inviavano armi e uomini.
Nel frattempo, la protesta contro la “sporca guerra” cresceva negli Usa, perché non era compatibile con gli ideali democratici propagandati dagli Usa, e i giovani e gli studenti in età di leva chiedevano la fine della guerra e rifiutavano di arruolarsi in numero crescente.
Nel 1968 una controffensiva del Nord mostrava quanto vivace fosse la resistenza dei locali. Progressivamente si ridusse l’impegno americano, con l’allora presidente Lyndon Johnson, che interruppe a marzo i bombardamenti, e annunciò di non ricandidarsi alle presidenziali. Gli succedette Richard Nixon che, mentre abbandonava progressivamente il Vietnam, allargava il conflitto in Laos e Cambogia per tagliare i rifornimenti ai Vietcong. Solo nel 1973 venne firmato un’armistizio a Parigi in cui gli USA s’impegnavano a ritirare le loro truppe. Ma per due anni ancora andò avanti il conflitto, fino al 30 aprile 1975, allorquando i Vietcong e le truppe nordvietnamite entrarono a Saigon, capitale del Sud, mentre i membri del governo ed il personale dell’ambasciata USA lasciavano precipitosamente la città. Pochi giorni prima, i guerrieri comunisti cambogiani (Khmer rossi) avevano conquistato Phnom Penh, capitale della Cambogia, cacciandone il governo filoamericano. Tre mesi dopo (agosto ’75) era il Laos a cadere nelle mani dei partigiani del Pathet Lao. Tutte l’Indocina era così diventata comunista. Gli USA, che avevano combattuto proprio per impedire questo esito, dovettero registrare la prima grave sconfitta di tutta la loro storia.

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