Diversità storiche e di stature

Esseri ondivaghi e menzogneri come siamo noi umani non potrei immaginarne altri nel cosmo. Bastiamo e avanziamo nell’economia sacra del Sole Assoluto. Eppure, abbiamo inventato scienze di ogni genere per quanti ne sono i rispettivi oggetti, tra cui la Storia. Essa ricorda cosa abbiamo fatto; è spietata, e ci rinfaccia la verità effettuale. Intenzioni nascoste o mentire oppure palesi e veridiche che fossero, restano dei fatti compiuti, che non cambiano anche se si ricoprono delle alte cariche.
Le alte cariche danno prestigio e notorietà, ci fanno inorgoglire e sentire delle divinità appena scese dall’Olimpo; danno potere e denaro e vita ad altri livelli. Eppure, falliti come Socrate e Seneca, morti entrambi suicidi, anche se Socrate è parecchio superiore a Seneca sotto tutti gli aspetti, stanno a gente seduta a palazzo a Roma, che si gonfiano il petto e si sentono arrivati, come le aquile ai ramarri. La voce dei millenni ancora ne parla come fosse avvenuto ieri il loro passaggio sulla Terra, e la loro fama vince di mille secoli il silenzio, che presto ricoprirà le esistenze e le gesta – ancora viventi – di costoro, i cui membri più importanti appena saranno menzionati dalla Storia e le cui opere appena si ricordano già tediano e presto si dimenticano.

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