Occorreva recuperare il mancato ricavato perso dai possessori e produttori di materie prime a causa dei due anni di Covid. Non appena c’è stata la possibilità intravista dalla ripresa economica post pandemica, i venditori hanno individuato gli acquirenti principali nella Ue. Essendo gas e petrolio, ovvero i derivati dal carbon fossile in generale, non sostituibili, ossia mancando beni sostitutivi a breve termine, i possessori-produttori di tale materie si sono trovati in posizione di monopolio-oligopolio. I prezzi di tali derivati sono balzati alle stelle causando un elevato tasso d’inflazione dei prezzi di tutti i beni presenti sul mercato. Ciò ha determinato uno squilibrio fra domanda e offerta indicato da un prezzo non coincidente con quello normale, d’equilibrio, del mercato. Non è stata la Russia a causare tutto ciò, bensì gli intermediari e distributori di materie prime, che hanno accumulato colossali profitti, giustificandoli post hoc o ex post con il conflitto tra Ucraina e Russia, che però non era anocota scoppiato! Siamo praticamente all’estorsione legalizzata.
