I. Viaggio sulla Terra

Metropolitana e mal di testa. Facce e nausea. Sonno e desiderio di dissolvermi. Come sono approdato qui? Perché? Due braccia e due gambe, due occhi e due orecchie, un naso e una bocca. Questa forma gratuita ed estranea. Da ciò deriva intenzione e atto: ho una bocca e quindi respiro e parlo. La socialità è già nella bocca che parla ad altri e nelle orecchie per ascoltarli. Li annuso con il naso, profumano e puzzano. E penso alle mie intenzioni ed ai miei atti e ai loro. Penso a quanto fatto e farò e a ciò che hanno fatto e faranno o meno gli altri.

Io sono, essi sono. A volte attraggono, a volte respingono, il più delle volte né una né l’altra cosa.

Filippini con capelli biondi si carezzano le capigliature e sorridono e parlano tra di loro sul tram. Viaggiano anche loro. Tutto si muove qui, anche se sta fermo, perché la Terra, comunque si muove.

… e piove. La pioggia è una sostanza che bagna, umida. È acqua, e la Terra ne è piena. È uno degli elementi che contiene. I chimici ne hanno elencati più di cento. Combinandoli, se ne ottengono moltissimi altri. H2O è il nome scientifico per l’acqua, forse il bene più prezioso sulla Terra; ma gli umani ne hanno scelti altri per commerciare tra loro e arricchirsi o impoverirsi. Ora si accorgono che l’acqua conta molto.

Anche io sono umano, perché sono simile a loro. Vivo sullo stesso pianeta errante (pleonastico, perché “pianeta” significa proprio ‘errante’ o ‘vagabondo’, ma noi non amiamo gli erranti, anche se una volta lo eravamo tutti). Erro col pianeta, commetto errori, sono errante, quindi sono un pianeta, e il mio è difatti un corpo planetario, cioè appartenente a questo pianeta.

Le facce… Le facce sono la facciata, che nasconde più che rivelare ciò che ci sta dietro. La facce chiedono, guardano, si mostrano e stanno zitte e si nascondono. Sorridono e piangono. Mostrano le emozioni o le simulano. Infastidiscono quando vuoi stare da solo, perché irrompono nel tuo spazio, già interrogano, rompono e corrompono. La solitudine è assenza di faccia. Non ci si affaccia in nessun luogo. Si nasconde. Late biosas. Non si nasconde, però, alla sensazione che ho della mia faccia. La sento. Sento che è di facciata e me ne vergogno. Perché si tende qui a nascondere se stessi, se ci si vergogna, e a mostrarsi nel caso contrario. E allora si diventa sfacciati. Lo sfacciato disturba (rompe la solitudine altrui, irrompe).

Ma uno, alla fine, quando ha vissuto parecchio, o sente che è parecchio, si accorge della futilità di molte cose. Vorrebbe stare bene quando inizia a stare male, e farebbe a meno di molte altre cose. Molte altre cose che sono state perseguite, desiderate, sognate. Chi le ha raggiunte è soddisfatto? Deve chiederlo a se stesso. Cosa è importante nella vita? Chieditelo. Per me è la Sapienza, e quindi direi l’amore per essa, perché non c’è mai tutta intera, ma la tendenza al suo possesso, come l’amante vuole l’amato: allora direi che è la Filosofia e la Scienza. Ma queste cercano la Verità, indubbiamente, perciò essa è la cosa più importante.

Un pensiero riguardo “I. Viaggio sulla Terra

  1. giunti a un certo punto della vita ci si fa molte domande cui è difficile rispondersi, di certo si diventa intolleranti allo spreco del tempo e alle voci inutili e si tende a sfoltire tutto ciò che è solo riempitivo

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