IV. Viaggio sulla Terra

L’amore, che bello questo Inferno che Paradiso appare! Ami quella persona, ti piace da impazzire, ma lei nemmeno ti vede; e se ti vede, sei al massimo ridicolo. Di norma, importante quanto un elemento che fa parte della spazzatura altrui, neanche della propria. Ma coloro che essi amano sono divinità e tu nulla. E allora ti senti male, e c’è anche il dramma, fino alla tragedia. Per la maggior parte dei comuni mortali è un’altra botta da sopportare all’autostima. Si scende pian piano all’Inferno.

Suo marito, lui sì che era un uomo! Tu sei cosa? Non userò termini offensivi, ma si intuisce che voglio dire. Il suo ragazzo, ah!, che meraviglia: tu sei una schifezza informe, vagamente esistente. Eppure tu vorresti essere quello che altri è per lei, la diva, la tua dea.

Ne vale la pena? Guardala con altri occhi, fai anche te paragoni, parlaci un attimo: la maggior parte delle volte grandi beltà e apparenze crollano dopo un aborto di discorso. Che ci fai con la tua dea? Lasciamo stare cose ovvie, e poi? Ma lascia stare! Lasciala ai suoi dei…

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