La comunicazione non significa informazione: può essere benissimo il suo opposto. Quindi, se la democrazia esige informazione per le sue procedure di deliberazione, deve essere fondata su una comunicazione libera, indipendente, non pilotata, pluralista, altrimenti l’informazione che ne deriva non sarà adeguata ad una società che pone la libertà in cima ai suoi ideali, assieme all’uguaglianza (la fraternità è una chimera).
La comunicazione può benissimo disinformare o manipolare le informazioni. Quando esse sono cose ridotte a mal partito, i dati in entrata da elaborare sono una sorta di virus. E se qualcuno tenta di ripristinare la sana comunicazione onde ottenere informazioni vere, in tali regimi, finirà male. E concludo l’argomento: se vuoi sapere come sta un Paese in termini di libertà, democrazia, diritti umani, guarda se ha giornalisti in galera o uccisi o quante testate ci sono, e quante fra loro dissentono senza ostacoli.
