La quantità di elettronica computerizzata contenuta oggi in una normale autovetture è superiore a quella delle prime navicelle spaziali. Credo sia lecito chiedere come abbiano potuto tali arnesi giungere sulla luna, nel 1969, quando c’erano si e no i transistor, se non le valvole termoioniche o addirittura i relè. Se un’intera rete di transistor sta in un circuito integrato (chip) di silicio, all’epoca stava in file di sorte di armadi che occupavano stanzoni enormi. Dove li potevano mettere su una navicella spaziale? Io nutro dubbi seri sullo sbarco sulla Luna, e la cautela esagerata con cui si è affrontata l’impresa oggi, senza uomo a bordo e senza allunare, mi conferma nel dubbio.
Certo, posso calcolare velocità, verso, direzione di un modulo con la carta e la penna, e prevedere dove sarà entro un minuto, per esempio, conoscendo alcune variabili e l’ho fatto, ma nel contempo si deve tenere conto della velocità del vento, del movimento di rotazione terrestre, di rivoluzione (movimento attorno al Sole), di quello della Luna, e non farsi cuocere dalle radiazioni della fascia di Van Allen ricca di particelle ad alta energia (plasma), protoni ed elettroni trattenuti dalla magnetosfera terrestre. La cagnolina Laica le ha provate sul suo pelo… e non è più tornata, assieme ad una pletora di cosmonauti russi dispersi nello spazio, il loro cimitero.
