Tesi di Analisi critica del Potere e dei suoi asserti o giudizi secondo la logica occidentale aristotelica e moderna e quella dell’esistenza jaina.

Il presidente della Cina Xi Jinping, dopo apposite modifiche della costituzione cinese, ricoprirà la sua carica a vita, ed il suo pensiero è entrato a far parte della dogmatica ideologica nazionale a base comunista; molto più di un maestro, bensì una vera e propria guida per un popolo di un miliardo e mezzo di persone, un pontefice ed una sorta di teologò scolastico il cui pensiero profondissimo sarà studiato da chi si sforzerà di capire una mente così vasta e geniale.
Da una parte abbiamo un pensiero di élite e dall’altra un’ideologia americana che si dice democratica in salsa liberista. Ignoro il pensiero di Xi Jinping ma non quello comunista in generale, la cosa che conta, però, è che abbiamo a che fare sempre con asserzioni esattamente contrarie, perché partono da premesse maggiori contrarie. Tali premesse non possono essere entrambe vere: o ha ragione uno o l’altro; una cosa è verde o rossa; ma due asserzioni contrarie possono essere entrambe false: una cosa non è verde e nemmeno rossa, bensì gialla. Però si può essere d’accordo con il fatto che comunque una cosa esiste, riconosciuta da entrambi, in sostanza, ma ciò che viene negata da entrambi è la sua qualità, accidentale riaspetto alla sostanza. Nel caso degli assenti fondamentali di un ente polarizzato non ci si può aspettare che concordino, eppure concorderanno su un giudizio: entrambi cercano il potere e il domino. Questa è la sostanza esistente effettiva, ciò che li contrappone. Ed è esistente in quanto entrambi i poli sono potere egemonico e cercano di estenderlo ovunque, seppur con modalità diverse. Pertanto, con cautela, prenderei ciò che entrambi dicono, in quanto il potere cerca io controllo ed è disposto a tutto per ottenerlo o mantenerlo.

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