È degno di nota il fatto che anticamente, ossia prima della comparsa delle religioni monoteiste, per qualcuno l’infinito godesse di cattiva fama, per esempio, tra i pitagorici: il numero pari era illimite, e il dispari limite, e in quanto tale buono, perché tutto ciò che è limitato è ordinato, come il concetto stesso di “cosmo” indica. Infatti, limitato è tutto ciò che si misura: tempo, spazio, e relative entità che ne fanno parte. Tutto ciò che è numerabile, limitato dal numero, è ordinato ed è bene. Sarà stato per questo che un allievo della comunità religiosa pitagorica, che spifferò il problema del rapporto tra lato e diagonale del quadrato, incommensurabili tra loro, irrazionali in tutti i sensi, venisse ucciso, dopo aver causato la fine della scuola pitagorica diffondendo il peccato mortale matematico pitagorico?
Eppure, tutto l’universo è caotico, alla fin fine, pieno zeppo di incongruenze, misteri, cose che sfuggono a misure e calcoli e ordine prestabilito: l’universo è libertà, ma noi, abitanti di un pulviscolo, ne abbiamo paura e non l’abbiamo ancora capito.
