“O sole mio”

Un generale italiano di un esercito russo ai tempi della zarina Caterina II, confortata e consigliata da Grigorij Potëmkin – quello della corazzata famigerata -, suo amante tra tanti altri (un vizietto imperiale che probabilmente soddisferà anche Rasputin molto tempo dopo), cui affiderà la ricostruzione di alcune città, Giuseppe de Ribas (nominato dalla zarina “fondatore della città con pieni poteri” nel 1794), architetto napoletano di origini spagnole, è da considerarsi il fondatore di Odessa, opera continuata, tra gli altri, dal duca di Richelieu, nipote del famoso cardinale.
“O sole mio”, famosa canzone napoletana, pare sia stata scritta o dedicata proprio alla città di Odessa.
La città affacciata sul Mar Nero fu ben presto meta dei “schwarzmeerdeutsch” (‘tedeschi del Mar Nero’), degli armeni, greci ed ebrei, diventando luogo di importanza internazionale proprio per tali caratteristiche. Fu questa la continuazione di un opera di colonizzazione già avviata per altre aree ucraine, come la Zaporižžja, importantissima zona strategicat, in cui per secoli avevano avuto stanza i cosacchi omonimi.

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