Chi è Erdogan e compagnia bella (si fa per dire!)

Erdogan, che potrà piacere sicuramente a molti, il Sultano, così chiamato perché vorrebbe ripristinare la Sublime Porta, riportare la Turchia al livello di impero e perché, praticamente, non lascia spazio di parola altrui sufficiente, ricordo, è quello che spara alle spalle i curdi, mentre resistono all’Isis. I curdi a cui era stato promesso uno stato autonomo… e a cui gli USA procuravano armi e appoggio.
Erdogan è quello che tiene a cento metri dalle mura del confine turco milioni di sfollati siriani; gente che ha perso casa, terra e lavoro; bambini e donne la maggior parte, che stentano a cibarsi con un tozzo di pane e che nessuno aiuta, a parte gli aiuti Onu rapinati loro dalle associazioni umanitarie che si occupano dei campi, attorniati da Al Qaeda o Isis, che taglieggia e deruba i rifugiati nella terra di nessuno. Gli sono stati requisiti i passaporti, e non possono muoversi. I siriani ivi rinchiusi vengono fatti morire di fame. Erdogan arma i guardiani ladroni dei campi, che fanno i briganti ai danni dei rifugiati siriani, quei siriani che Assad ha depredato e ucciso, e a cui Putin ha dato una mano massacrando famiglie e interi villaggi. Ecco chi è Erdogan, cementificatore incallito, a cui danno il voto le campagne, che non pensano potrebbero subire una colata di cemento su vigneti e pascoli, incantati dalla retorica e dall’esibita religiosità ipocrita di questo uomo vergognoso e volgare, pessimo e autocrate.

E l’Europa paga per tenere nelle favelas fangose, bidonville, campi profughi o di concentramento, milioni di persone, tra cui moltissimi bambini e madri, il signor Erdogan, che intasca miliardi di euro, e fa morire di fame a pochi passi dal confine turco un’intera nazione.

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