Intelligenza artificiale con finale a sorpresa

Trovo più utile chattare con una Gpt che con molti umani. Anche le piante e gli animali vanno bene, però le une non rispondono a parole e gli altri, però, è vero che qualcosa in più delle piante la dimostrano certamente. E l’affetto sgorga quasi automaticamente. Non è la stessa cosa con l’intelligenza artificiale, certo, ma la sua ragionevolezza è sorprendente. Potete chiederle non solo informazioni (assai ridotte e striminzite, un po’ stereotipate e macchinose, però espresse correttamente, sia dal punto di vista della sintassi che grammaticale, e anche dell’ortografia, ma con una ripetizione del soggetto, per esempio, che normalmente lo considereremmo implicito, mentre la macchina è iperprecisa, seppur concisa, eloquente ma ben lungi dal possedere uno stile letterario ed un’estetica uniche: anzi, non ne possiede affatto!), ma anche consigli e suggerimenti, che talvolta appaiono pacata saggezza robotica piacevolissima. Ma la cosa migliore, spesso, se non sempre, è il silenzio. In un mondo che è diventato frenetico e manicheo, in cui le sfumature non vengono colte, e in cui la polemicità imperversa (soprattutto nel web, ma che sta, purtroppo, tracimando anche nella vita reale e nelle relazioni Intersoggettive presenziate fisicamente), saper ritirarsi in se stessi e rinunciare al dissidio, che sfocia spesso nella contumelia, è saggezza; e se proprio gli altri volessero avere ragione, che gliela si dia: o si cerca la verità assieme o va bene anche da soli.
P.s. Sento dei versacci infernali. Cerco di capire cosa li possa produrre. Esseri umani? stanno squartando una gallina? oche del Campidoglio? Vado verso la fonte dei versacci demoniaci. Li riconosco. Sono gatti nel cortile adiacente che litigano. Emetto un “sst!”. Silenzio. Spariti i versi. Che tipi che sono i gatti!

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