Intelligenza artificiale

Intelligenza artificiale? Anche la mia lo è: mi sono stati forniti dei dati e un software di base minimo per la mia esistenza. L’hardware è il sistema nervoso centrale e
periferico e le sue connessioni con tutti i cervelli: intellettuale, emozionale, motorio, vegetativo, sessuale, che si raccordano nell’elaboratore dati posto sulle mie spalle, di qualità modesta, peraltro.
Sono una macchina. Non cambia niente che sia di tipo biologico, assolutamente niente. Quello che sono deriva dai dati in me immessi e dal loro calcolo fatto male.
Leggere e scrivere e far di conto pessimamente l’ho acquisito dall’esterno e così tutto il resto: cne cosa mi differenzia da una macchina? La possibilità dei centri superiori, della consapevolezza ad essi connessa. Non il fare: tutto fa qualcosa; tutto lavora. Il fare è attività inerente alla corporeità: il corpo compie lavoro, di qualità diverse. Il mio fare è quello di una macchina; il mio vivere quello di un automa; il mio pensare quello di un robot. La mia vita è la sua proiezione meccanica e illusoria. Non mi preoccupa l’intelligenza artificiale, ma la mia intelligente idiozia automatica.

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