L’illusione della realtà

Se l’unica cosa permanente è l’impermanenza, ne scende che la realtà è inconoscibile, sfuggente come un sogno, quindi è illusoria. Voler regolamentare e legiferare su qualcosa del genere sarà parimenti vano, pare logico. La realtà in sé è noumeno, la rappresentiamo seconda le nostre modalità, illusorie anch’esse, schemi di sogni, che paiono fermare il flusso degli eventi e renderli leggibili. Interpretare qualcosa non ci dice che essa sia la sua traduzione o rappresentazione: essa è quella per ciascuno di noi, che vede un film diverso dagli altri. Ne deriva che l’unica cosa reale è l’illusione della realtà, la qual cosa, evidentemente, la rende contraddittoria e inaccessibile. Quel che conosciamo è questo flusso caotico di immagini e pensieri, emozioni e stati interiori che crediamo sia ciò che è. La nostra conoscenza, quindi, è ignoranza.

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