Se tutte le cose sono interrelate, allora tutto è uno all’origine. È un’unica struttura, i cui elementi sono legati tra loro: esattamente come il nostro cervello. La nostra mente e l’universo quindi sono tutt’uno. Se sono tutt’uno, quello che pensi di essere fa la differenza: diventi ciò che pensi di essere, come affermano le Upanishad e I Veda, e anche Buddha. Non solo: nel Vangelo c’è scritto che se aveste fede potreste dire ad una montagna di spostarsi e quella si sposterebbe e andrebbe da Maometto a bersi il the. La fede è quella in se stessi, ultimamente, perché abbiamo visto prima che il Tutto è universo-mente, apparente dualità, che è in realtà sintesi unitaria.
La nostra educazione e istruzione ci ha resi deboli e ci ha fatto dimenticare di noi stessi e del potere divino che abbiamo in noi. E quando dico noi, affermo l’unicità del “noi” nel Sé. Comprendere questo e attuarlo è la sola cosa utile e scopo che dovremmo avere: Il resto è concreta distrazione, nescienza, ignoranza, stupidità e perdita di tempo e felicità: già, Felicità, perché noi siamo destinati ineluttabilmente alla Felicità (Mahabharata).
