Ombra

La mia testa enorme si proiettava su almeno dieci scalini di una rampa che scendeva sotto il suolo. La pioggia cadeva sulla testa reale e sull’ombra sgocciolando attraverso una scala antincendio sopra entrambe. Il silenzio era sottolineato da un rombo sordo di macchine che proveniva dal sottosuolo. Su questo silenzio, e sui miei pensieri, l’acqua dal cielo scuro si stende come un velo.

La delusione è come un velo che copre funereo le speranze, e corrode l’anima: è l’acido cinico il composto che se ne ottiene. Questo acido scioglie l’anima e resta un involucro, un guscio vuoto, che continuiamo a chiamare con un nome: ma non c’è più nessuno dentro quel guscio.

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