Le più probabili origini della mafia

Tra IX e X secolo, in una situazione di endemica conflittualità, i grandi proprietari, in grado di fortificare le proprie residenze, e di possedere seguiti militari, con l’intimidazione o, al contrario, con l’offerta di protezione territorializzano la loro giurisdizione, che si estende ora anche su terre e uomini non di loro pertinenza. Si afferma così la cosiddetta “signoria rurale, (o territoriale), che caratterizzerà le campagne europee sino al XIII secolo.
Le origini dell’azienda curtense, delle corvées, della servitù e della signoria fondiaria pare siano attestate all’epoca dei sovrani carolingi, come è testimoniato dal “Capitulare de villis” del secolo IX, una disposizione legislativa che descrive in modo dettagliato come devono svolgersi le attività e le coltivazioni nelle grandi proprietà.
Se poniamo le cause delle origini della mafia nel latifondo, allora dobbiamo farle risalire a quei tempi remoti, e in un certo modo, come appare abbastanza chiaramente, nello Stato stesso, ma non in Sicilia o Italia meridionale, bensì in Francia.

La signoria fondiaria assieme al possesso di terre si attribuisce il potere di banno, appannaggio regio di epoca altomedievale (e dei funzionari regi), che si esprime nella capacità di giudicare e “costringere”. La signoria rurale diventa così “signoria bannale”.
Nei territori sotto il suo dominio il signore si comporta come un conte carolingio, convocando giudizi, punendo chi condanna, chiedendo esazioni quali pedaggi su strade e ponti, esigendo diritti quali l’albergarla (il diritto di essere ospitato a spese dell’ospite) o il fodro (dritto di ottenere il foraggio per i propri cavalli). A questi “diritti” egli spesso aggiunge altre esazioni, come il “focatico”, una sorta di imposta (taglia), che grava su ogni gruppo familiare (“fuoco”).

Un pensiero riguardo “Le più probabili origini della mafia

Lascia un commento