Nel passaggio fra l’Evo antico e quello medio cosa avviene di così denso di effetti per la vita dei posteri, tra i quali ci possiamo annoverare? Quello che per intellettuali di spicco quali Ovidio, Cicerone o Seneca rappresentava un’esperienza utile, e intellettualmente attiva, che rigenera dalle fatiche della vita pubblica, ossia l'”otium”, mano a mano che si procede nel Medioevo diventa causa dei peggiori mali, fra i quali preoccuperà, sul lungo periodo, soprattutto la miseria.
Ciò che è avvenuto nel passaggio fra l’Evo antico e quello medio è la subordinazione dell'”otium” al “negotium” o, meglio ancora, al “labor”; soprattutto il tempo del “loisir” cede al tempo dello spirito e della preghiera.
