L’anima educata e guarita

Ruah, nefesh, pneuma, anima, vita. Tutti sinonimi per la stessa entità evanescente che qualcuno si e attributo e altri hanno seguito. Ma esiste? Non lo so. Vedremo dopo…
“Polymathia” (‘aver appreso molte cose’), sorta di sapere enciclopedico che fu ideale sofistico, o perlomeno fu attributo noto per fama di Ippia di Elide, filosofo, matematico e astronomo, cosa che gli consentì di ottenere importanti incarichi diplomatici per la sua città.
Margite, eroe di un poema di Omero andato perduto: egli sapeva molte cose, ma tutte male. Oscar Wilde sottoscriverebbe la descrizione dell’eroe, e forse lo ebbe in mente quando scrisse che “ci sono persone che sanno tutto e purtroppo è tutto quello che sanno”. Ma se è l’anima che apprende e impara male, allora l’anima si può ammalare, e se si può ammalare, allora si può anche curare e guarire: e questo è quello che intendeva fare Socrate mediante la confutazione (“elenchos”) e la dialettica, tese a purgare l’anima da false credenze e convinzioni erronee generando la scienza (“episteme”) in loro luogo, oppure almeno predisporre ad essa attraverso la stimolazione, dopo la purificazione, dell’amore per la Sapienza, ossia promuovendo la Filosofia.

12 pensieri riguardo “L’anima educata e guarita

  1. Sapienza e Filosofia (nella tua frase ultima, così com’è uscita) mi causano (quasi) un brodo di giuggiole. Devo farlo sapere u.u

  2. È una relazione di amore, forse la più bella e nobile, che può anche essere incarnata da qualche “vettore” terrestre, probabilmente, o lo si spera. Ci sono state relazioni simili, se la memoria non m’inganna. Devono essere state molto interessanti e profonde.

  3. Se non ne trovassi o cercassi i vettori terrestri sarei già polvere del Sublime. In tutti i sensi immaginati e non (dei vettori e del Sublime). Colgo ironia (forse) ma non la intendo, per nulla (sorrido, leggera a prescindere, come una Sublimazione).

  4. Ognuno di noi insegue qualcosa o segue qualcuno (anche se non più tra i viventi), o per conseguire “virtute e canoscenza” o per diletto e piacere. Al di qua delle idee e dei concetti ci sono sempre dei “vettori”, di cui ci si interessa o innamora, portatori di idee e concetti che sono al di là, e che ce li rendono fruibili.

  5. La mia descrizione. Il motivo per cui dormo poco e scrivo. Ricerca, caccia e inseguimento; sfiorare il fiore senza lederlo, ch’è designata preda (per “virtute e canoscenza” e piacere eccelso a un tempo). Annuso i fiori dell’Assurdo: la moneta è una, le facce all’estremità del “continuo circolare” due, i suoi Nomi assai di più, miriadi su miriadi; lo chiamo anche Azzurro, o Sublime, nelle mie poesie e in questa nostra chiacchierata (im)poetica. Chiamo Amore il mio rapporto con la Poesia; Sapienza e Filosofia in relazione, a modo mio, del microscopico cantuccio “spirituale”. Ho scritto il 70% delle poesie sulla sintesi nel tuo commento (che mi descrive); è la tensione fra il Fisico e il Metafisico, dietro gli accostamenti di suono ed immagine e dietro l’ironia.

  6. Vi è una dimensione di gioco dietro la paideia, l’educazione fino all’ultimo respiro, possiamo dire, che involve la frattura o ingresso tra luce e ombra, l’aurora e il tramonto, come la radice del termine stesso indica (“pais” ‘fanciullo’ e “paidià”, ‘gioco’). Forse il restare innocenti come i bambini ed essere adulti allo stesso tempo è la danza cosmica con cui si può far ingresso nel portale tra luce e ombra.

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