Animale

Il genere cui appartiene la specie umana è quello animale, un mondo arcaico, dei tempi dell’arca di Noè, per celiare.

Come tutti gli animali, anche la specie umana si contraddistingue per la competizione e la lotta per il soddisfacimento dei propri bisogni, talvolta mascherata da nobili intenti filantropici, sul piano verbale, mentre su quello empirico fattuale ci si ritrova con le stesse prerogative degli altri animali, che perlomeno non sono ipocriti come noi.

Suonerà cinico, arido e triste, ma l’esigenza della vita della specie ci guida come vuole lei, e ci conduce a porre in atto tutte le strategie utili alla sua conservazione e perpetuazione, pur facendola passare come individualismo ed egoismo: l’astuzia della ragione hegeliana è in realtà la sua astuzia, pura e semplice, innocente e crudele, in apparenza meccanica, in realtà intelligenza superiore e antica come la vita stessa. La razionalità umana strumentale e speculativa non ci può arrivare: è la potenza immane del Tutto e la sua saggezza infinita che muove se stessa e i piccoli esserini che infestano la sua epidermide, ossia quel miliardesimo di yotta di pelle che occupiamo a livello di quell’infinitesimo chiamato Via Lattea. In effetti, solo un dio potrebbe accorgersi di noi: e siamo noi quel dio, di cui ognuno è scintilla. Che poi sia davvero divino è tutto da vedere.

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