Tutto è lavoro, ma il lavoro è energia, quindi tutto è energia. Tale energia si manifesta ai sensi in certe modalità ed è impiegata dal nostro organismo in concentrazioni differenti, compiendo quindi lavori diversi, attribuiti ai nostri centri. Cosicché alcuni sono più veloci ed altri più lenti, a seconda del carburante che li predispone a funzionare.
I centri si mettono in moto con l’intenzione che persegue solitamente dei desideri, i quali di presentano a noi come le onde del mare dell’immaginazione sottostante. Quando essa è negativa, allora immaginiamo ogni sorta di problemi e disastri e sciagure: si vive nell’ansia e nell’angoscia, ovvero in gradazioni diverse della paura. Sicché, è quasi sempre la paura, che chiamiamo bisogno, a muiverci.
La paura-bisogno diventa attività per liberarcene, e questa si trasforma in lavoro retribuito, e all’ultimo stadio, in denaro. Tanto è che, quindi, il denaro nasce dal bisogno, il bisogno dalla paura, la paura da desiderio, il desiderio dall’immaginazione, l’immaginazione dalla percezione delle forme, le forme dall’energia, che chiamiamo Prakriti, la quale danza il suo balletto cosmico, che si chiama Maya, ovvero Illusione. Se c’è lei, allora c’è chi assiste al suo balletto, che è Purusa, l’Unico esistente, che siamo tutti noi, ovvero il Sé. Quando il Sé si rende conto dello spettacolo, allora si sveglia. Quando si sveglia il Purusa, ossia Athman, diviene Brahman.
Ora, dal momento che ci sono stati molti risvegliati lo siamo tutti, perché unico è il Sé, e ciò vuol dire che siamo tutti già Brahman, ossia Dio, però per qualche strana ragione a noi – e a nessuno, nemmeno a Buddha – sconosciuta, restiamo addormentati.
Perché? Tento di dare una risposta. Perché l’Uno diviene Molteplice per effusione o Amore, o chiamatelo Desiderio, e quel Molteplice siamo ciascuno di noi. Ognuno di noi ha la stessa natura dell’Uno ma deve realizzarla in se stesso. Tutto questo chiamiamo “creazione”, ovvero anche “cosmo”, la cui origine è energia indifferenziata (l’abisso informe su cui aleggiava lo Spirito). E tutto è questa energia che si traduce trascendentalmente nella presentazione estetica che la rivela in forme, con le quali possiamo interagire e svolgere la nostra prassi. Ma il Desiderio o Amore dell’Uno è lo stesso nostro, perché siamo una cosa sola, come dicevo, ma siccome abbiamo perso di vista la condizione originaria, eccoci qui.

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