Il dubitar m’aggrada

Non appena si opina su un fatto politico è il finimondo. La politica è luogo di confronto e si regge su argomentazioni valide, che significa sensate, ma pur sempre opinabili. Non è una scienza (tutte le branche dello scibile anelano a tale statuto inviolabile), ma una prassi sostenuta dal diritto, dall’economia e dalla tecnica: ma l’economia e la tecnica ormai dettano legge alla politica e alle leggi stesse, cosicché la politica è malferma sulle sue gambe, e le è rimasta la retorica, ossia la persuasione attraverso discorsi, e la forza delle armi, che dipendono dalla tecnica, a dire il vero, tecnica di distruzione della vita, per la precisione.
Noi abbiamo notizie dai mezzi di comunicazione. La cronaca e l’attualità risentono di pressioni economiche e politiche: devono vendere e non irritare i loro governi, che altrimenti prenderebbero a querelare e denunciare a raffica. E se è vero che c’è libertà di stampa e parola in Italia (e non solo), nondimeno le pressioni sul mondo della comunicazione sono fortissime, soprattutto se si tratta di politica e interessi economici forti. Sicché andrei coi piedi di piombo a prendere come oro colato ogni espressione che viene dalla bocca dei giornali, mentre è cosa diversa per la Storia, allorché i fattori condizionanti sono lontani o estinti e la parola può liberarsi.
Per quanto concerne la scienza, le uniche due a statuto corazzato sono la matematica e la fisica. La scienza origina dalla ricerca del perché dei fenomeni. Noi ci accontentiamo di conoscere ciò che si presenta ai nostri sensi, ma la scienza procede oltre. Noi restiamo alla narrazione e divulgazione, perché non siamo esperti, magari, ma gli scienziati conoscono i fenomeni per causa, che è ben altro. Quindi, se non abbiamo la possibilità di conoscere le cause di certi eventi e fenomeni, non direttamente, dobbiamo accordare la nostra fiducia a chi ne sa di più. E qui sorge il problema: siamo sicuri che costui sia onesto e dica la verità? Siamo certi che un politico ci stia dicendo la verità? La politica è dissimulazione, simulazione, inganno, guerra, e ben poco di verità risiede in essa. Se è così, allora perché si ostenta una sicurezza totale sulle parole di questo o quello? su dichiarazioni di chi è preoccupato solo di mantenere il proprio potere e privilegio? Dunque, suggerisco di dubitare, almeno, di dichiarazioni lacrimose e ipocrite di certi fenomeni politici, siano provenienti da est o ovest, da nord o sud, altrimenti si tratta di semplice presa di posizione irrazionale, parzialità, fino al fanatismo. E se le cose si mettono così, allora non c’è più spazio per la discussione, nemmeno per la retorica e l’eristica dei sofisti contemporanei, bensì solo violenza e guerra.
E il dubitar m’aggrada.

7 pensieri riguardo “Il dubitar m’aggrada

  1. 🙏 Grazie. Il sorriso è causa finale ed efficiente del mio agire. Sta a me come il Motore immobile al cosmo. È per un sorriso che faccio molte cose e replico così la simpatia universale del Tutto o la tendenza filantropica inattesa in un individuo come Stirner.

Lascia un commento