Su Israele e Palestina

Non ho nulla contro il popolo israeliano: anzi, contro nessun popolo, ossia essere umano in generale e in particolare.
Non trovo alcuna giustificazione in me per la mia presunta misantropia patologica, e quindi sono costretto ad abbandonarla, perché non regge se non su gambe nevrotiche; e siccome non mi piacciono i reparti di neuropsichiatria e gli ospedali in generale, preferisco restare sano di mente.
Prendere posizione in base ad immagini di violenza e della loro cronaca è alquanto aleatorio. Non si può giudicare di cause se non si dispone di informazioni appropriate, magari tenute ben segrete, e se esse non vengono tradotte in linguaggio razionale e leggibile da ogni mente ragionevole. La conoscenza è conoscenza delle cause, come diceva lo Stagirita, e le argomentazioni retoriche volte a convincere e persuadere devono lasciare il posto allo sguardo forse gelido, ma sereno e imparziale della Storia. Tale sguardo deve possedere occhi sani, e sapere cosa e dove cercare, senza paura di giudizi malsani altrui.
Così è che studiosi israeliani, che insegnano Storia a Tel Aviv o in altra città dello stato ebraico, nonostante l’avversione e fors’anche l’odio dei loro colleghi di università, hanno il coraggio e l’onestà di dire come stanno le cose, e le cose, mi spiace dirlo agli amici israeliani, che però sono abbastanza intelligenti da capirlo, a parte i sionisti più convinti, non stanno bene per Israele. Non son mai state bene per loro, sin dai tempi dei Filistei (‘palestinesi’) che essi aggredirono col beneplacito di uno strano Jahwe. E ancora oggi non stanno bene, sino a quando i coloni non restituiranno le loro terre e case ai palestinesi, e la ridicola “Striscia” di Gaza, pezzo di terra isolato e senza sbocchi vitali, dipendente in tutto e per tutto dalla somministrazione di acqua e corrente da parte di Israele, videosorvegliata giorno e notte, vero e proprio carcere, non diventerà un luogo in cui poter vivere decentemente, e non una specie di riserva indiana o enorme ghetto, cosa quest’ultima che gli ebrei dovrebbero conoscere bene sulla loro pelle.

Un pensiero riguardo “Su Israele e Palestina

  1. Purtroppo la vicenda di Gaza e la disumanità del trattamento riservato da Israele alla sua popolazione (sia in tempi di “pace” che in questo efferato tempo di guerra) sono una delle tristi testimonianze che “La storia non è magistra/ di niente che ci riguardi.”

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