Verità strumentale

Un certo paradigma performativo o pragmatico ha sostituito quello ontologico, che era fondato sulla necessità intrinseca e metafisica del principio, onde ricavarne la verità esprimibile dal linguaggio che la certificava. Da almeno sei secoli il discorso si è scisso dall’ente, perché l’ente stesso non indicava più caratteri di stabilità in sé stesso. Per rifondare la verità relativa del mondo, allora ci si è accontentati della sua peculiarità performante e si è spalancato l’abisso della tecnica in tutto il suo potere pragmatico: se la descrizione è anche operativa e funziona, allora la verità del mondo è quella strumentale, non finalizzata ad altro che alla sua adoperabilita.

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